Cass. Pen. Sezione IV, sentenza 3-16 marzo 2020 n. 10240: abnorme il provvedimento con il quale il tribunale in composizione monocratica, rilevata la omessa notifica del decreto di citazione a giudizio alla persona offesa, restituisce gli atti al pubblico ministero

Con la sentenza in questione, la Sez. IV della Suprema Corte ha valutato come abnorme il provvedimento con il quale il tribunale in composizione monocratica, rilevata la omessa notifica del decreto di citazione a giudizio alla persona offesa, restituisce gli atti al pubblico ministero per il rinnovo della citazione anziché provvedere direttamente all’incombente, perché determina un’indebita regressione del procedimento.

Infatti, il provvedimento di restituzione degli atti è «strutturalmente» abnorme, poiché la rinnovazione della citazione e della notifica della persona offesa spetta, come si desume dall’articolo 143 delle disposizioni di attuazione del Cpp, solo al giudice del dibattimento, nei cui compiti preliminari rientra la verifica della pienezza del contraddittorio e, dunque, la regolarità della citazione di tutte le parti in giudizio, collocandosi, invece, fuori dal sistema processuale la regressione dell’intero procedimento nella fase delle indagini preliminari a fronte di una nullità afferente la sola fase dibattimentale, a presidio della quale è chiamato lo stesso organo giudicante.