Art. 93 D.L. “Rilancio”: le proroghe e i rinnovi dei contratti a termine acausali non possono avere un durata che vada oltre il 30 agosto 2020

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato sul proprio sito, il 25 maggio u.s., la brochure informativa sul DL “Rilancio”.

A tal proposito, in tema di contratti a termine, ha interpretato l’art. 93 del citato DL, chiarendo quanto segue:

“per far fronte al riavvio delle attività a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, è possibile rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere alla data del 23 febbraio 2020, anche in assenza delle causali prescritte dall’art. 19 del Decreto Legislativo n. 81 del 2015.
La durata di eventuali rapporti di lavoro a termine, prorogati o rinnovati in base a tale disposizione, non potrà eccedere la data del 30 agosto 2020.”

Tale interpretazione chiarisce la portata normativa dell’art. 93 DL “Rilancio”, il quale stabilisce che “In deroga all’articolo 21 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, per far fronte al riavvio delle attività in conseguenza all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è possibile rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere alla data del 23 febbraio 2020, anche in assenza delle condizioni di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.”

Infatti, dalla lettura della norma, emergeva incertezza in ordine a tale termine (30 agosto 2020), a seconda che lo stesso venisse interpretato come termine finale per la stipula di un accordo di proroga/rinnovo o se, diversamente, dovesse essere considerato come termine di scadenza del relativo contratto prorogato/rinnovato.

Di seguito il link al testo sul sito del Ministero del Lavoro: https://www.lavoro.gov.it/notizie/Documents/Brochure-MLPS-Decreto-Rilancio.pdf